Critiche d'arte

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__________ Luciano Lepri_______________________

TORE SPANU: LA SCULTURA COME APPARTENENZA

La scelta di un linguaggio espressivo, in un artista, si fa presente, a volte, per vie misteriose, legate ad una personale visione di intendere le cose, ad una sfera emotiva ed inconscia, a tutto un mondo di visioni che attraverso la sua sensibilità e manualità prendono vita trasformandosi in un segno, in un gesto, nello stile.
Io credo, però, che nel caso di Tore Spanu - scultore, pittore e decoratore - a tutte queste componenti se ne debba aggiungere un'altra, altrettanto importante e significativa quanto essenziale e determinante in ciò che riguarda il carattere, la personalità e la poetica della propria produzione artistica.
Essa è il suo essere isolano: nello specifico di essere abitante di una isola tutta speciale quale la Sardegna, che di per sé rappresenta tutto un mondo, un universo, una cultura, un ambiente dal fascino misterioso e antichissimo.
Forte di questo, ma anche del suo sicuro mestiere e del pie no apprezzamento avuto negli anni dal pubblico e dalla critica, Tore Spanu si presenta oggi come un artista solido, la cui energia espressiva si manifesta in un linguaggio artistico maturo e profondamente sintetizzato.
Nel complesso tutta la sua vasta produzione scultorea (bronzo, terracotta, legno, pietra, ecc.) da l'idea che il Nostro artista stia attraversando una felicissima stagione, ormai in piena fruttificazione grazie al suo fecondo rapporto con la materia che cosa bene sa scavare e modellare, definire e accennare, penetrare e smussare.
I bronzi, poi, presentano luminosità diverse, imprigionate dalle patine nei punti essenziali della dinamica plastica, ed il loro svilupparsi non diminuisce, né si attenua, con il prende re sostanza da parte di un tutto tondo di decisa efficacia.
Nella scultura del bravo artista sardo c'è una netta prevalenza della figura umana a volte raffigurata nella sua espressa essenzialità a volte data come mera forma autonoma dove a prevalere è solo e soltanto il gesto plastico e scultoreo.
Sono comunque corpi drammatici, ora religiosi, ora simbolici, ora di una voluta fisicità, tutti comunque immersi in una storia ed in un sentire che sono strettamente personali e frutto di antichi sentire, di lontane affabulazioni, di echeggianti storie di comuni civiltà cui sentirsi, quasi, gli ultimi, orgogliosi eredi.
Quella di Tore Spanu è, dunque, una scultura molto viva e vivace proprio perché molto forte e sofferta, ed è anche molto voluta, conscia come è di vivere per, e con, il contatto della gente, sia quella della sua bella isola, sia quella più universale che pure riesce a trovare1e a ritrovare, in quei suoi momenti espressi vi tutto un sentimento, tutta una civiltà, tutto un pensiero ed una religiosità che superano la figurazione per divenire un intimo desiderio di conoscenza e identificazione.
Resta, però, sacrale la sincerità del modellato, la sicurezza delle linee somatiche, la sinuosità dei corpi, la lacerazione dei volti che, come in una rappresentazione ieratica, allontanando si dalla realtà e dalla cronaca ci conducono verso una rappresentazione senza tempo in cerca d'eternità.

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___________ Lucio Violi _______________________

Indubbiamente, sia nella scultura che nella pittura Salvatore Spanu in arte "TORE" dimostra una vasta conoscenza delle leggi prospettiche e della statica. Egli lavora la creta con maestria, studia il volto umano, un fiore, e, quando li ripropone nell'una o nell'altra maniera, ne ha carpito l'intima essenza. Nella pittura gli accordi di colori puri, la
costruzione sobria e, soprattutto, la pennellata spontanea danno alle opere un intenso contenuto poetico. Un artista
Toro che, scansando le vie troppo ricalcate, ne ha tracciata una piuttosto ampia per un suo più ampio respiro spirituale, ma, niente, di tutto quello che ho visto mi ha dato l'impressione del voler strafare poiché tutto dosato con equilibrio, dignità e intelligenza. Di Tore, veramente ne parlano bene le sue stesse opere, pertanto con diritto sono ceno, entrerà in quella ristretta schiera dei grandi Maestri contemporanei.

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___________ A. Marchi _______________________

Addentrarci in un mondo sconosciuto, quasi sempre, crea delle ansie, che ci trattengono e ci fermano per meditare qualcosa. Subentra sul nostro subconscio, una paura e una incertezza a voler vicino qualcosa che ci aiuti e ci incammini nella via della verità e della sicurezza. Le opere di Tore, bisognose di sicurezza, di comprensione e di attenzione, ci permettono, osservandole, di meditare qualcosa di quello che ti circonda. Un mondo malvagio, crudo, spietato verso il prossimo e senza sicurezza collettiva. Tore nelle sue sculture ci presenta la moslniosità di questo mondo, le varie ragioni che ci fanno sentire sempre più soli, anche se viviamo in mezzo a tanta gente. Mi sono soffermato attentamente sulla sua semplicità e spontaneità, notando, nella sua immensa massa di statue, la solitudine di ciascuna di esse.
In queste figure, c'è il dramma attuale che noi tutti oggi viviamo, droga, terza età, difesa dei poveri, miseria e ricerca di una pace che oggi sembra sconosciuta. Tore Spanu, insiste nel suo modo semplici, vero e onesto, nella sua ricerca dell'amore verso il prossimo.

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___________Peppinetto Porcu _______________________

La suggestività dei lavori dì Tore Spanu sì riscontra, in modo particolare, nel valore intrinseco delle sue opere e nella varietà degli aspetti della sua Arte, sia che si cimenti su tela, sia nei decorativi affreschi, ove primeggia, sia che operi su creta.
Tore, trasfonde con amore nelle sue opere i risultati di una ricerca attenta e accurata. Più che pittore è scultore le sue sculture sono il frutto di un profondo studio della condizione umana che viene trasportata sulla creta con vigore di tratto e permeata dalla spiccata personalità dell'Artista.
Questi fattori, non disgiunti dall'ottima conoscenza della tecnica e da una rara sensibilità, conferiscono alle sue opere un profondo senso poetico. Di rilevante importanza nella sua produzione artistica sono gli affreschi, dove l'Artista si rileva sempre misurato e sobrio nell'impostazione dei soggetti, dimostrandosi particolarmente equilibrato negli accostamenti cromatici.
I suoi affreschi, dove emergono ''I fenicotteri'', Ibis rossi, Glicini, Melograno, Martin pescatore, ecc. ecc," sono di una delicatezza quasi evanescente, frutto di una moderazione dello stile, che, pur risentendo degli influssi moderni, mantiene una qual certa fedeltà a determinati canoni classici, rendendo così le sue opere altamente comunicative e di immediata comprensione.

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________ Luciano Bonetti_______________________

Salvatore Spanu, detto 'Tore", spazia in vari settori con sicurezza grazie ad una tecnica che gli permette di affrontare senza incertezze colori, creta e bronzo; un artista sensibile e coerente che ha già all'attivo mostre a Roma, Milano, Oristano, Villanova Monteleone, Porto Cervo, Cernusco sul Naviglio. Baya Sardinia, Cortomaggiore: personali e collettive che hanno richiamato un pubblico numeroso ed interessato.
Ha ottenuto premi a Terni, Deruta, Sassari. Bologna, Venezia, Reggio Emilia, Roma ed è stato incluso in volumi d'arte come "Albo Artisti Sardi" e 'Pittori e Scultori Italiani d'importanza Europea" edito da "Il Quadrato".
Suoi profili sono apparsi su quotidiani e riviste d'arte: La Repubblica. L' Avvenire, L'unità. L'Unione Sarda, La Nuova Sardegna, La Voce Serafica della Sardegna, Arte Mondadori. Stampa Ta.s Sassari, CAT, "Mercato e Arte" 1998-1999, Euroarte2000.
Pittore spontaneo e coerente, fedele ma personale interprete del vero, Salvatore Spanu "Tore" per gli amici, è soprattutto scultore: la creta lo affascina e le sue opere sono ormai entrate in molte raccolte pubbliche e private.
Da non sottovalutare, comunque, la sua attività di affrescatore, con una tematica quanto mai ampia ma con una predilezione per la figura.
Ceramista sempre impegnato in un'attenta e proficua ricerca così com'è impegnato in una positiva evoluzione del linguaggio: nonostante le affermazioni ottenute "Tore" non sì adagia sugli allori ma continua ad avventurarsi in inesplorate strategie per appagare il suo intenso desiderio, da buon sardo, di conquistare altre mete.

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__________ Orazio Ortu_______________________

L'arte non conosce età: può esplodere improvvisamente e prepotentemente quando lo stesso artista meno se lo aspetta, a dimostrazione che lo spirito nasconde impensabili risorse di creatività, di slanci e di ricchezza interiore.
Le opere che TORE SPANU propone nelle sue mostre confermano come queste capacità creative si possano, quasi d'incanto, rivelare in una persona dotata di talento naturale.
Come artista, infatti, Tore Spanu, è molto giovane. La conoscenza e l'amicizia di alcuni pittori e scultori gli hanno fatto sentire l'esigenza (1976) di trasferire sulla tela o sulla creta le risorse del suo spirito, attento ai problemi più gravi e alle tensioni dell'uomo del nostro tempo.
Si è dedicato a lavorare la creta, con pazienza certosina, sentendo, come egli ama ripetere, "la voglia di creare qualche cosa di nuovo e di diverso, ispirato da soggetti di estrema attualità".
Così è venuto alla luce uno splendido "PRESEPE", che ha potere di risvegliare nell'osservatore tutto il fascino che questa sacra rappresentazione sa suscitare, da secoli, nel cuore umano. Lo SPANU, pur nella sua modestia e semplicità, sembra voler interpretare l'espressione artistica come riproduzione scultorea dei fatti e delle condizioni di vita, proponendo le forme delle sue opere come portatrici di simboli e di messaggi.
Così sono nate le rappresentazioni di vita sociale, espresse nella figura dell'handicappato, del drogato, dell'anziano, della donna, dell'artigiano e in altre figure che fotografano la realtà del nostro tempo.
TORE SPANU riesce a proiettare sulla terracotta la sua profonda sensibilità verso i più bisognosi e i più dimenticati, proponendo con il linguaggio dell'arte il suo modo di guardare i problemi della società odierna.
La realtà non lo interessa nella sua apparenza vuota e formale, ma nella sua dimensione esistenziale più vera e profonda e per il contenuto esistenziale che in essa è racchiuso. Ad un osservatore attento delle opere di TORE SPANU tutto questo non può sfuggire: gli balza immediatamente agli occhi e allo spirito e lo arricchisce di valori umani autentici. Questo è il riconoscimento più sincero e gratificante che sento di dover esprimere per le opere dell'artista.

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___________ Gavino Còlomo _______________________

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_____UNIONE SARDA____ 24 Luglio 2002

L'EX POLIZIOTTO SCOLPISCE ANCORA

PORTO CERVO. Giura di aver ricevuto l'illuminazine in uno dei periodi più bui della sua vita. Steso sul letto di un ospedale romano combatteva contro una grave intossicazione alimentare, quando il destino gli ha indicato la strada. Quarantasette anni, ma il fisico e l'entusiasmo di un ventenne, Tore Spanu in Costa Smeralda è un volto conosciuto.
Fa venire in mente sculture in bronzo, bassorilievi, cornucopie e voli di fenicotteri affrescati sulle ville della gente che conta. La sua identità,
La sua identità, Tore l'ha trovata nel luogo dove molti la perdono.
Il luogo delle vacanze, degli amori effimeri e del lavoro stagionale.
E dire che la sorte aveva immaginato per lui scenari completamente diversi: nato a Villanova Monteleone e cresciuto ad Abbasanta in una famiglia di possidenti terrieri, la sua giovinezza l'ha trascorsa in divisa di poliziotto. Poi, nove anni fa, la decisione di consegnare il distintivo e cambiare strada.
Esamina i dettagli della sua ultima creazione, una decorazione sulla parete di una villa da favola a Cala del Faro, poi torna con la mente a quegli otto mesi di sofferenza lontani quasi trent'anni, eppure indimenticabili: <<Un giorno pensai di dedicarmi alla scultura, fino ad allora non mi ero mai interessato di arte.
Chiesi un'opinione a un vecchietto che stava nella mia stessa stanza, mi incoraggiò a provarci>>.
La sua vita di artista errabondo lo ha portato ad Antigua e Miami.
Per decorare la sua villa di Praga l'ha voluto un cliente particolare: Renato Soru.
Ha disciplinato il suo talento con studi di autodidatta, ma gli scettici sono stati zitti dal cavalierato della pace conferitogli l'anno scorso dall'Accademia di Firenze.
E se non bastasse, ecco la brochure di una sua personale al Casino di Montecarlo.
I riconoscimenti accrescono la fiducia nei propri mezzi, non la forza del conto in banca: <<Si va avanti bene non mi posso lamentare.
Ho il mio giro di clienti e il lavoro non manca>>.
Quanto si guadagna?
Spanu rida e cambia discorso, ma ammette che lui è solo un soldato del piccolo esercito di artisti al lavoro nelle ville della Costa.
<<Però prima venivano tutti dal continente, adesso hanno scoperto anche i sardi.
Quando ce lo mettiamo in testa ci sappiamo fare pure noi. E siamo capaci di farci apprezzare>>.
La proprietaria della villa, una napoletana piena di charme, entra nel salone e lo abbraccia in segno di gratitudine.

L'aristocrazia con residenza e barca a Porto Cervo l'ha consacrato definitivamente una decina di giorni fa, all'inaugurazione del nuovo Yacht club. Un groppo di soci voleva mostrare la propria riconoscenza all'Aga Khan con un omaggio all'altezza del suo rango.
A chi hanno pensato per un compito tanto delicato?
A Spanu, naturalmente.
C'erano solo due settimane di tempo, ma Lui ha risposto all'invito con una medaglia in argento raffigurante il volto del Principe: <<Gliel'hanno consegnata alla cena di gala e mi hanno detto che ne è rimasto entusiasta>>. Accontentato il capo ismaelita, una nuova missione lo attende. Il committente, stavolta si chiama Fidel Castro: << Il governo Cubano vuole dedicare un'opera a Che Guevara e hanno chiamato me. Non so se sarà una scultura, un busto o cos'altro, dobbiamo ancora pensarci su. Comunque, domenica piglio l'aereo e parto per l'Havana>>.
Tore Spanu, l'artista dei due mondi.

Francesco Giorgioni